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NOVITA’

“Il probiotico è un microrganismo vivente che esercita un effetto positivo sulla salute dell’ospite, con il risultato di rafforzare l’ecosistema intestinale”.
Questa è la definizione del termine “probiotico” (dal latino “pro”= a favore di , e il greco “bios”= vita) data nel 1989 dal ricercatore inglese Fuller.
La definizione oggi internazionalmente accettata di “probiotico” è quella elaborata da un gruppo di esperti congiuntamente convocati nel 2001 (FAO/WHO, 2001) dalla FAO e dall’OMS: “Live microorganisms which, when administered in adequate amounts, confer a health benefit on the host”. In Italia il Ministero della Salute (Ministero della Salute, 2005) ha definito i probiotici “microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo” sostanzialmente riprendendo la definizione delle due organizzazioni ONU.

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EVENTI

Diverse indagini sulle abitudini alimentari degli italiani hanno messo in evidenza come la prima colazione rimanga tuttora il pasto più trascurato, nonostante sia stata ufficialmente riconosciuta la sua importanza.
Uno degli aspetti più rilevanti è legato al fatto che la colazione rappresenta il primo pasto dopo il digiuno notturno e quindi ad essa spetta il compito di riattivare il metabolismo, garantendo all’organismo i nutrienti adatti a “svegliarlo”.
Per questo diventa importante assumere alimenti contenenti carboidrati semplici e complessi, con la funzione di carburante energetico a breve e lunga durata e di promotori del senso di sazietà, ma anche la giusta dose di grassi e proteine.

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CONSIGLI

La fibra alimentare  è ormai riconosciuta come un componente della dieta che ha la capacità di influenzare molteplici aspetti della fisiologia digestiva. Pur non potendosi considerare un nutriente, la fibra alimentare esercita effetti di tipo funzionale e metabolico che la rendono molto importante. Oltre all’aumento del senso di sazietà ed al miglioramento della funzionalità intestinale e dei disturbi ad essa associati (stipsi, diverticolosi), l’introduzione di fibra con gli alimenti è stata messa in relazione alla riduzione del rischio per importanti malattie cronico-degenerative, in particolare per i tumori al colon-retto (in parte spiegata dalla diluizione di eventuali sostanze cancerogene e dalla riduzione del loro tempo di contatto con la mucosa), il diabete e le malattie cardiovascolari (in parte per una riduzione dei livelli ematici di colesterolo).

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